mercoledì, febbraio 13, 2008

Nuovomondo in Veneto

C’era una volta Ellis Island, l’isolotto nella baia di New York dove per decenni milioni di aspiranti cittadini statunitensi erano costretti a sottoporsi ad umilianti visite sanitarie ad opera dei Medici del Servizio Immigrazione prima di poter sbarcare nel Nuovo Mondo. «I vecchi, i deformi, i ciechi, i sordomuti e tutti coloro che soffrono di malattie contagiose, aberrazioni mentali e qualsiasi altra infermità sono inesorabilmente esclusi dal suolo americano», si leggeva nel vademecum che veniva consegnato ai disperati appena sbarcati dalle navi provenienti da ogni parte del pianeta. Un dramma, per decine di migliaia di persone, poeticamente raccontato da Emanuele Crialese nel suo “Nuovomondo”. C’era una volta Ellis Island, si diceva, ma adesso potrebbe esserci di nuovo. E in Veneto, per giunta. Perché a Riese Pio X (piccolo comune nel trevigiano che prende il nome dal Pontefice e Santo Giuseppe Melchiorre Sarto cui diede i natali nel 1835) presto i cittadini extracomunitari potrebbero essere costretti a sottoporsi ad una serie di accertamenti clinici per ottenere il permesso di soggiorno. Lo ha deciso il consiglio comunale, praticamente un monocolore leghista che sostiene il sindaco del carroccio Gianluigi Contarin, che con sedici voti a favore ed uno contrario ha approvato un ordine del giorno in cui impegna il Comune a svolgere tutte le verifiche giuridiche per verificare se è possibile obbligare a sottoporsi agli esami clinici i cittadini che richiedano la residenza in città. «È un indirizzo - ha precisato il vice sindaco Luca Baggio - e va a vantaggio di tutti, anche per chi non sta bene. Un tempo ai nostri emigranti veniva chiesto lo stesso. In un documento del Ramadan - ha spiegato - si chiede a chi vi partecipa di essere in regola con le vaccinazioni. Perché queste regole vanno bene per gli altri e non per noi?». E la vicenda, secondo il vicesindaco, dovrebbe essere affrontata persino a Roma, «perché la questione non può riguardare solo il nostro comune».
Per questo l’ordine del giorno approvato prevede «che vengano predisposti idonei filtri sanitari nelle scuole e nei luoghi di lavoro e che venga vincolato il rilascio del permesso di soggiorno o l'attestazione di regolarità alla presentazione di idonea certificazione medico-sanitaria». Ma guai a parlare di razzismo. «Nella quasi totalità dei paesi extracomunitari, purtroppo, non esistono le più elementari regole igienico-sanitarie - spiega il vicesindaco Luca Baggio - e i flussi migratori hanno contribuito al riemergere di malattie ed epidemie da tempo scomparse nel nostro territorio».

Massimo Solani, l'Unità 13 febbraio

E quest'ultimo periodo vale anche per la frase intelligente di oggi. Complimenti al vicesindaco Baggio.

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